Il portico: l’identità di Bologna

Bologna e i suoi portici, un’identità decantata in tutto il mondo. In Emilia ci sono due aspetti ricorrenti in tutte le sue città, da Piacenza a Ferrara. La bicicletta e i portici. Noi emiliani amiamo andare in bicicletta, la usiamo per andare a scuola da ragazzini, da adulti per andare al lavoro e quando usciamo con gli amici. Ma questa storia non vuole essere un racconto sull’uso della bicicletta in Emilia, ma sulla presenza di sua maestà il portico. Un elemento architettonico che ritroviamo nei centri storici delle città. E’ una presenza a noi talmente familiare, che fa parte del paesaggio, come il sole e la luna brillano in cielo.

Portico Santuario M. di S. Luca - Bologna

C’è una città in particolar modo che racchiude in sé una varietà infinita di portici oltre a possedere quello più lungo al mondo. La città è Bologna, il nostro capoluogo di Regione, dove è nata la prima università del mondo occidentale e dove il buon cibo regna sovrano.

Copia di Portico P.za S. Stefano - Bologna

Passeggiare per le sue vie è come visitare un museo a cielo aperto. I portici sono un elemento che la rendono una città unica  al mondo, anche il famoso scrittore francese Stendhal si innamorò di Bologna e dei suoi portici, tanto che scrisse in uno dei suoi romanzi: “Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello!”.

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